“Quando i fatti non sono d’accordo con quanto imposto dall’autorità, tanto peggio per i fatti. Essi potranno, e davvero dovranno, prevalere nel lungo periodo, ma nel frattempo il mondo brancola inutilmente nel buio e tollera tanta sofferenza che si sarebbe potuta evitare.” William Horatio Bates
La vista è un meccanismo di interazioni tra ambiente, occhio e cervello. La luce entrando nell’occhio stimola le cellule visive che trasmettono informazioni alla corteccia cerebrale visiva che le codifica e interpreta, Ma la visione è un processo personale che nasce dalla storia personale, dall’ambiente dove viviamo, dall’umore, dalle aspettative, dalla postura … in altri termini, dalla propria esperienza di vita.
Il Metodo Bates viene elaborato dall’oculista statunitense W. H. Bates agli inizi del secolo scorso e, contrariamente a quanto molti ancora credono, non si tratta di una ginnastica visiva, ma di un vero e proprio metodo olistico, che si prefigge di portare alla luce le cause che hanno provocato nella persona i problemi visivi.
Il dr. William H. Bates fu un oftalmologo e scienziato statunitense vissuto nella prima metà del secolo scorso. Egli comprese che l’occhio è molto più di una “macchina fotografica” e che il suo buono o cattivo funzionamento è dovuto a vari fattori e ideò una serie di pratiche per migliorare la funzione visiva.
Il Metodo Bates è un sistema olistico, dove il “disturbo visivo” è interpretato come campanello d’allarme di uno squilibrio generale del nostro corpo-mente-spirito. Le attività proposte non sono semplice ginnastica visiva: favoriscono la visione naturale attraverso il lavoro con gli occhi e con la mente che è dietro agli occhi.
Bates intuì tutto questo e osservò come le persone con vista normale usavano i loro occhi, cioè come guardavano: tutte mostravano la stesso modello visivo. Esse muovevano continuamente gli occhi, in modo rilassato, senza essere turbate dall’apparente movimento della realtà rispetto a loro, non tentavano di guardare tutto in una volta, indirizzavano invece lo sguardo esattamente dove volevano guardare, e conservavano una memoria perfetta delle cose viste. Al contrario, le persone con vista difettosa muovevano pochissimo e male gli occhi, non erano affatto rilassate, volevano vedere tutto insieme, non conservavano memoria di quanto appena visto.
Il metodo propone un insieme di pratiche finalizzate a una maggiore coscienza della vista e della visione: rilassamento, respirazione, equilibrio, armonizzazione, attenzione, centralizzazione, memoria visiva, movimento oculare e apparente, colore. E’ indicato per chi ha già disturbi visivi, per prevenirli, per chi “abusa” dei propri occhi, e per tutti coloro che hanno il desiderio di illuminare il proprio sguardo e recuperare la piena espressività dei propri occhi.
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