I Principi Fondamentali del Metodo Bates

I Principi fondamentali della visione naturale

I principi fondamentali della visione naturale secondo Bates sono:

  • Movimento
  • Centralizzazione
  • Rilassamento
  • Memoria e Immaginazione

Movimento


Per quanto riguarda il MOVIMENTO occorre distinguere il movimento degli occhi e il movimento apparente della realtà. Nella vista normale, gli occhi si muovono costantemente e liberamente, senza rigidità né tensioni muscolari, come anche le palpebre: non c’è fissità dello sguardo.


Mentre ci muoviamo, sia che camminiamo sia che siamo su un mezzo di trasporto, le immagini di quello che ci circonda scorrono sulle retine e generano sensazione di movimento in senso opposto al nostro movimento; la vista difettosa perde questa capacità, congelando la realtà per controllarla. Gli esercizi fondamentali sono gli 8 pigri e le oscillazioni ampie.

Centralizzazione


Bates osservò che gli occhi delle persone con vista normale puntavano con esattezza l’oggetto di interesse, fissandolo con la fovea (la zona centrale) delle retine. Al contrario, le persone con vista difettosa volevano guardare tutto insieme, cioè diffondevano l’immagine su tutta la retina. Bates chiamò questo fenomeno CENTRALIZZAZIONE. Gli esercizi fondamentali sono il lavoro al tabellone e la lettura dei microcaratteri o lettere minuscole.

Rilassamento


Per RILASSAMENTO Bates intendeva sia assenza di tensione negli occhi e nella mente che è dietro gli occhi (la vera fonte di tensione) e nel guardare, sia attenzione rilassata nell’atto di vedere. L’esercizio fondamentale è il palming.

Memoria e …


Per la vista perfetta occorre MEMORIA perfetta, cioè si vede bene ciò che si ricorda bene. Bates assegnò alla memoria e all’attenzione visiva un ruolo fondamentale nel processo di visione normale, cioè sull’aspetto cognitivo dell’atto visivo. In tutti gli esercizi del suo metodo compare la memoria: nella pratica con il tabellone e nel palming soprattutto.

… Immaginazione


Insieme alla memoria, sostiene il dr Bates, l’IMMAGINAZIONE è importante quanto la luce per vedere bene. Riprendiamo l’esempio dell’ottotipo, cui abbiamo fatto cenno parlando del ruolo della memoria nella visione naturale. Guardate una lettera, poi chiudete gli occhi. Immaginate che questa sia più nera delle altre. Siete rilassati, respirate con calma, state oscillando lateralmente o avanti e indietro, state mettendo a fuoco una successione di piccoli particolari della stessa lettera (centralizzazione), la memoria del lavoro svolto altre volte sull’ottotipo supporta la vostra visione, mentre il pennello della vostra immaginazione dipinge tutto del nero più nero che abbiate mai visto! Riaprite gli occhi, ora vedrete quella lettera in maniera più nitida. Sapere immaginare significa essere in grado di vedere bene.

Quando guardiamo, gli occhi, e la mente che è dietro gli occhi, fanno tutte insieme queste cose, e per vedere bene dobbiamo ricordare; ugualmente, negli esercizi, puntiamo maggiormente l’attenzione su un principio ma li coinvolgiamo tutti.